[Milano] Heinz Hajek-Halke alla Galleria Carla Sozzani

È un periodo intenso. Poco il tempo per fermarmi a scrivere, nonostante le foto ci siano e i temi da affrontare anche. Poco il tempo che avrò nelle prossime settimane, ma cercherò di fare del mio meglio (e, in caso, potete seguire su instagram le novità e gli aggiornamenti).

Ho avuto bisogno di prendere una piccola pausa da questo spazio e trovo poco delicato pubblicare una recensione durante una sera di lutto, eppure tenterò di non eccedere e di raccontarvi – forse più per immagini che a parole – quella che è una piccola mostra dedicata all’avanguardia fotografica tedesca del secolo scorso.

Heinz Hajek-Halke è nato a Berlino nel 1898 e della fine del secolo porta con sé l’eredità dello sguardo e dell’attenzione per il dettaglio e per il mistero. Se non fosse indicata la sua terra natia e se non fosse sottolineata la sua partecipazione (dal 1949) al gruppo d’avanguardia tedesca fondato da Otto SteinertFotoform, si potrebbe tranquillamente pensare di trovarsi di fronte a un artista parigino. Come se le donne ritratte da Hajek-Halke fossero le modelle di quei pittori che hanno cambiato la storia dell’arte a cavallo tra Ottocento e Novecento.

La mostra, la prima in Italia dedicata all’artista, è stata resa possibile dalla collaborazione tra la Galleria Carla Sozzani, l’Archiv der Akademie der Künste e Michael Ruetz di Berlino e con Eric Franck Fine Art di Londra.
Si tratta di una selezione di opere datate tra gli anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento: fotografie vintage, nate dalla manipolazione di forma, luce e movimento.

Heinz Hajek-Halke è poco conosciuto al grande pubblico (basti pensare che la prima grande monografica risale al 2002, al Centre Pompidou), eppure ha avuto un grande ruolo per la fotografia mitteleuropea.
Cresciuto in Argentina, torna in Germania negli anni Dieci per ricongiungersi al padre, pittore e vignettista, nonché suo primo maestro. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti, ma è costretto a sospendere gli studi perché chiamato alle armi. Al termine della Prima guerra mondiale ricomincia a seguire le lezioni di Emil Orlik e Hans Baluschek, per poi diventare fotoreporter nel 1923 per l’agenzia Press-Photo.

Fin da subito grande sperimentatore, collabora con importanti fotografi come Willi Ruge ed Else Neuländer, e i suoi scatti compaiono sulle maggiori riviste della Repubblica di Weimar.

La storia di Hajek-Halke è davvero molto interessante e mi piace fermare qui il mio racconto per stimolare anche la vostra curiosità. Ho scoperto grazie a questa mostra un artista innovatore, che ha saputo superare i limiti della tecnica per ricercare da molteplici punti di vista il modo migliore di dare forma al proprio pensiero.

Vi lascio a qualche scatto della mostra, visitabile fino al 3 aprile presso la Galleria Carla Sozzani di Corso Como, tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30 (fino alle 21 il mercoledì e il giovedì).

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