[Milano] Vivian Maier. Una fotografa ritrovata.

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Se curare una mostra significa creare un racconto, la narrazione è quasi del tutto assente nella mostra dedicata alla fotografa Vivian Maier, aperta fino al 31 gennaio al Forma Meravigli di Milano.

La mostra, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro, è realizzata in collaborazione con diChroma Photography e promossa da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

120 scatti realizzati principalmente tra gli anni Cinquanta e Sessanta, qualche incursione nei due decenni successivi e una selezione di filmati in super 8 girati tra il 1965 e il 1973.

I contenuti sono ottimi e le foto molto interessanti: Vivian Maier è senza dubbio uno dei grandi nomi della fotografia del Novecento. Tata di professione, innamorata della sua Rolleiflex, anticipatrice delle mode attuali (chi di noi non si è mai fatto una foto per strada nei riflessi di vetri e specchi per la viabilità?).

Tuttavia è impossibile comprendere il senso dell’allestimento delle opere.

Perché ci sono alcune foto a colori e in base a cosa sono state scelte?
Esistono delle sezioni in mostra?

Le fotografie non sono di certo ordinate per città, ma probabilmente in modo non strettamente cronologico (molte opere sono senza data, anche se vi si può risalire approssimativamente). Forse per soggetto? Da una parete all’altra il collegamento salta.

Mancano i pannelli informativi, le indicazioni e perfino il colophon con i riferimenti (quali architetti avranno lavorato all’allestimento? ci saranno degli sponsor?).

Presente la pecca comune alla maggior parte delle esposizioni: l’illuminazione.
Fondazione Forma per la Fotografia è l’istituzione di Milano dedicata a questa arte; è quindi strano che non abbiano scelto dei vetri antiriflesso per ammirare le opere in mostra. Un’altra domanda sorge spontanea: perché, nonostante l’impiego di neon e luci a soffitto, in alcuni angoli sono state poste delle lampadine che creano delle zone di illuminazione molto forti?

Il visitatore rimane affascinato dalla bravura di Vivian Maier, ma disorientato nella visita. Molta pubblicità e tanta attenzione mediatica per un’esposizione carica di aspettative, purtroppo deluse.

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata. resta comunque una mostra da vedere. Se non altro per ammirare le opere d’arte e il genio della fotografa americana.

Orari:

Tutti i giorni dalle 11 alle 21 e il giovedì dalle 12 alle 23

Forma Meravigli,
Via Meravigli 5, 20123 Milano

Lo spazio è molto ampio e facilmente accessibile per i disabili.

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3 pensieri su “[Milano] Vivian Maier. Una fotografa ritrovata.

  1. Ho pensato esattamente le stesse cose. Appena varcata la soglia, dato lo spazio “a elle” ho chiesto “da dove comincia il percorso?” la risposta è stata “da dove vuole”.

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    1. Non è tanto il “da dove cominciare”, ma il perché non spiegare la storia di quelle foto e il perché le curatrici le avessero messe così. Però sono contenta di non essere l’unica ad aver avuto questa impressione! Grazie del commento 🙂

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